
Dopo diversi anni
passati alla guida di una sportiva sentivo il bisogno di una moto
comoda e poco impegnativa che permettesse un uso a medio raggio, ma
senza disdegnare il piacere della guida sportiva durante un giro
domenicale.
Per la scelta non mi sono fidato dei giudizi delle riviste e ho voluto
provare ogni candidata in modo da non avere sorprese quando ormai
sarebbe stato troppo tardi. Armato di pazienza ho passato
più di un mese al telefono e per concessionarie e alla fine
mi sono ritrovato a dover scegliere tra la sportiva e costosa Yamaha
Fazer 600 S2 e la turistica Suzuki Bandit 650S. Devo ammettere che se
la Fazer fosse stata in pronta consegna probabilmente avrei scelto lei,
ma con il senno di poi posso affermare che la Bandit è stata
una scelta azzeccata.
Un'occhiata da fermo
Da ferma la Bandit appare molto lunga e massiccia. Il motivo
è che gran parte della meccanica è in comune con
la 1250. Confrontando i 2 modelli si nota che il motore esternamente
è identico, così come il telaio, lo scarico, il
radiatore i freni e la carrozzeria. Le differenze sono limitate alle
sospensioni, alla ruota posteriore e alla presenza dell'ABS di serie
sulla 1250. Questo, come detto, porta la 650 ad apparire
sovradimensionata (ma è anche garanzia di
solidità) e anche il peso è molto simile per le
due cilindrate, risultando sicuramente sopra la media per la moto
più piccola. In effetti le manovre da fermo non sono
agevoli, soprattutto in presenza di fondi non lisci e magari in
pendenza. Una volta in movimento però il peso non
è più un problema e anche sullo stretto e a bassa
velocità la moto è sufficientemente agile e
facile da condurre.
La strumentazione è composta da un contagiri analogico con
zona rossa a 12500 giri e da un pannello LCD che comprende il
tachimetro, il livello carburante, l'ora e il contachilometri totale e
due parziali. Non sono presenti l'indicatore della temperatura
dell'acqua e quello della marcia inserita. I comandi al manubrio,
uguali a quelli di molti altri modelli Suzuki, sono semplici ma comodi
e comprendono il comando per i lampeggianti di emergenza. Meno riuscite
le manopole che offrono poco grip se impugnate senza guanti e quella
dell'acceleratore soffre di un gioco eccessivo in senso assiale che
risulta molto fastidioso durante la guida. Rispetto alle concorrenti la
Bandit monta di serie la frizione idraulica, che però
risulta piuttosto dura da azionare, e le leve al manubrio sono entrambe
regolabili. Gli specchi sono distanti ma ampi e stabili.
Le sospensioni offrono un minimo di regolazione: la forcella
può essere regolata nel precarico molla, mentre il mono
posteriore aggiunge anche il comando del freno in estensione. Il
forcellone posteriore appare di realizzazione economica,
così come il meccanismo per il tensionamento della catena. I
freni anteriori hanno i dischi flottanti di 310mm di diametro abbinati
a pinze a quattro pistoncini, mentre al posteriore si trova un disco da
240mm. I pneumatici di primo equipaggiamento sono Bridgestone Battlax
BT011 davanti e BT020 dietro. Di serie il cavalletto centrale che
impone un discreto sforzo sia per issare la moto sia per farla scendere.
La sella è molto ampia e ben conformata e la parte adibita
al pilota può essere sollevata di 20mm rispetto alla
posizione standard. Il cuscino del passeggero è ben
imbottito e la presenza della maniglia posteriore promette viaggi
comodi anche per il trasportato. La sella può essere rimossa
mediante una serratura a chiave e sotto trovano posto la batteria, la
centralina elettronica e un piccolo vano che può contenere
gli attrezzi e poco altro. Purtroppo bisogna rimarcare che realizzando
in modo più intelligente la plastica sottosella si sarebbe
potuto ricavare molto più spazio, invece così
com'è è problematico trovare lo spazio anche per
un lucchetto bloccadisco.
Le finiture appaiono accettabili per una moto di questo prezzo, ma
sarebbe sicuramente stata preferibile un magior cura nella
realizzazione dei cablaggi che spesso in corrispondenza dei connettori
mettono in mostra i fili elettrici e nelle zone nascoste appaiono un
po' disordinati. I connettori raramente sono di tipo impermeabile.
Su strada
Una volta in sella si gode di una posizione rilassata e naturale, poco
caricata sui polsi. Solo le gambe risultano abbastanza divaricate a
causa della larghezza del serbatoio e del telaio. La sella comoda e le
pedane non troppo alte assicurano viaggi di tutto relax.
Il motore è discretamente elastico e riprende con buona
spinta già da 2000giri/min, il meglio però lo
sfodera dopo i 6500 anche se al salire dei giri aumentano anche le
vibrazioni al manubrio. Ovviamente non si ha l'esuberanza agli alti
regimi tipica delle naked più sportive perchè la
filosofia che sta dietro alla progettazione di questo motore ha mirato
più al piacere di guida ai bassi regimi, e poi bisogna anche tener conto del peso notevole.
L'elasticità del motore permette di inserire la sesta quasi
in ogni situazione e poi di guidare dimenticandosi del cambio. L'unico
appunto che posso fare è che nella guida a
velocità costante con un filo di gas si avverte una leggera
irregolarità nel tiro del motore, forse dovuta al sistema di
aspirazione a doppia farfalla di cui una comandata dall'acceleratore e
l'altra dalla centralina elettronica. Nella guida on/off la moto
è molto meno brusca di tante altre e facendo un po' di
attenzione si riesce ad aprire il gas senza nessun sussulto.
Il cambio è tenero e ben manovrabile, la folle è
facile da trovare e solo occasionalmente mi è capitato
qualche lieve impuntamento. Forse però avrei preferito una
sesta più lunga perchè a 100 km/h il motore
è già a 5000 giri/min il che vuol dire che a 130
km/h dovrebbe stare sui 6500 giri, con quello che ne consegue in
termini di consumi e vibrazioni.
La protezione aerodinamica offerta dal cupolino di serie è
sufficiente, ma oltre i 100km/h si incomincia ad avvertire la pressione
dell'aria sulle spalle e sulle braccia, mentre il casco è sempre esposto
all'aria, anche se l'assenza di vortici non rende la cosa stancante.
In commercio esistono dei parabrezza maggiorati che possono essere montati abbastanza facilmente anche senza l'aiuto di un meccanico. Il più facile da reperire è quello della GiVi (va bene il modello 2005) al costo di circa 75 euro. Una volta montato risulta incredibilmente efficace nel riparare il pilota almeno fino ai 130km/h, anche se si avverte qualche vortice a livello del casco. L'unico difetto è che si trova solo di colore fumè e a mio avviso appesantisce un po' la vista frontale della moto.
Il comportamento dinamico della moto mi è parso
soddisfacente in ogni condizione. L'impostazione della ciclistica
privilegia la stabilità rispetto all'agilità e
per questo motivo la moto è facile e rilassante da condurre
su qualsiasi tipo di strada. La discesa in piega è fluida e
la sensazione di aderenza è sempre elevata, merito anche
delle ottime coperture. Solo spingendo si incomincia ad avvertire un
po' di sottosterzo. La sospenzione posteriore mi è parsa un
po' dura e secca sulle asperità, ma è bastato
scaricare la molla di una posizione per sistemare la cosa. Considerate
che io sono leggero, quindi per molte persone le impostazioni di
fabbrica potrebbero già essere buone.
Il motore e lo scarico trasmettono un parecchio calore ai piedi e alla
parte bassa delle gambe. In giornate calde potrebbe rivelarsi
fastidioso, ma se indossate degli stivali probabilmente non ci farete
neanche caso.
Il consumo medio rilevato durante un viaggio di circa 700km di cui circa 200 su autostrada, 100 su strade urbane e i rimanenti su strade extraurbane o di montagna,si è attestato sui 20 km/l circa. Un risultato di tutto rispetto considerando che è stato ottenuto senza impiegare nessun accorgimento particolare per risparmiare carburante: autostrada a 120-130 km/h e guida sportiva in montagna.
Una cosa che mi ha stupito è la mancanza del dispositivo che
spegne le frecce dopo tot metri, molto utile perchè
dimenticarsi la freccia accesa in moto può essere molto
pericoloso. Ce l'avevo sulla mia vecchia moto (una Yamaha FZR del '92)
e non capisco perchè non ci sia anche su questa...
Purtroppo non sono previsti di serie degli attacchi per le borse
rigide. Chi le volesse deve montare un telaietto piuttosto brutto che
obbliga anche a spostare le frecce posteriori e questo, secondo me,
è un grosso neo per una moto dalla vocazione turistica. Si
può rimediare sfruttando l'ampia porzione di sella adibita
al passeggero per fissare un bagaglio con la "ragnatela" elastica, ma
ovviamente se serve molto spazio, e se si è in due, non si
può prescindere dal montare le borse.
In definitiva consiglio la Bandit 650 S (e anche la 1250) a chiunque
voglia una moto facile per gite a breve/medio raggio, ma che non disdegna
qualche puntata veloce in montagna per divertirsi. Il prezzo
è imbattibile già di listino e considerando gli
sconti che si riescono a spuntare su questi modelli direi che dovrebbe
essere un grosso incentivo all'acquisto.